Temu e Baker's si aggiudicano a pari merito il premio per la pubblicità più sessista.

  • Per la prima volta, FACUA assegna il suo premio più importante a due campagne a pari merito: Temu e Baker's Bakery.
  • Temu è bersaglio di una pubblicità di un dispositivo di geolocalizzazione per auto con lo slogan "in questo modo puoi localizzare il tuo partner".
  • Baker's è stata sanzionata per la sua campagna #OnlyPans, che ritrae donne seminude intente a impastare il pane in modo provocatorio.
  • La votazione è stata molto combattuta e si inserisce in un arco di oltre un decennio di premi che denunciano la pubblicità sessista in Spagna.

La pubblicità è considerata sessista

In una nuova edizione segnata dalle polemiche, FACUA-Consumatori in Azione ha posto Temu e il panificio Baker's al centro del dibattito sulla pubblicità.Due marchi molto diversi tra loro si sono ritrovati a condividere lo stesso, e tutt'altro che onorevole, premio. L'organizzazione a tutela dei consumatori ha pubblicato i risultati della sua ormai tradizionale votazione per eleggere la campagna pubblicitaria più sessista dell'anno, un processo che, questa volta, si è concluso con un pareggio.

Il risultato non è insignificante: Per la prima volta da quando vengono istituiti questi premi, due spot pubblicitari condividono il titolo di "Peggior (e più sessista) spot pubblicitario".La decisione, presa sulla base dei voti dei membri e dei sostenitori di FACUA, ha sollevato ancora una volta preoccupazioni sui limiti della pubblicità e sull'uso del corpo femminile o del controllo nelle relazioni come strumento commerciale in Spagna.

Un pareggio senza precedenti tra Temu e Baker's

Secondo i dati diffusi dall'associazione dei consumatori, La campagna di Baker ha ottenuto il 35% dei voti, mentre quella di Temu il 34%.La differenza minima ha indotto la FACUA a dichiarare un pareggio, un evento che non si verificava dall'inizio di questi premi nel 2010. La votazione è rimasta aperta dall'8 al 25 marzo e ha visto la partecipazione di membri e sostenitori provenienti da tutta la Spagna.

FACUA ha spiegato che Il margine ristretto nello spoglio ha reso difficile individuare un unico vincitore.Pertanto, ha scelto di condividere il premio tra le due campagne. L'organizzazione inquadra questa decisione nel suo obiettivo di evidenziare, nel modo più chiaro possibile, esempi di pubblicità che ritiene particolarmente dannosi per l'uguaglianza e i diritti delle donne.

I premi, creati più di dieci anni fa, Cercano di fare pressione su aziende e istituzioni affinché rivedano i loro messaggi. ed evitare di ricorrere a stereotipi sessisti, all'oggettivazione del corpo femminile o alla normalizzazione di comportamenti di controllo nelle relazioni personali.

Questa volta, la controversia Non è rimasto solo un semplice aneddoto sui social mediama è entrata nel dibattito pubblico e politico, rafforzando il ruolo dei consumatori organizzati come contrappeso alle campagne che oltrepassano certi limiti invalicabili.

Annuncio di Temu: controllo dei partner e geolocalizzazione

La piattaforma di commercio online Temu, che ha acquisito un'ampia base di utenti in Spagna e nel resto d'Europa grazie ai suoi prezzi bassi e alla presenza aggressiva sui social network, È stata criticata per aver pubblicizzato un dispositivo di geolocalizzazione per auto con un messaggio che normalizzava il controllo sul proprio partner.Il video promozionale, diffuso tramite i social media e collaborazioni con creatori di contenuti, mostrava come nascondere il dispositivo nella ruota di un veicolo.

In collaborazione con un comunicatore tecnologico, La pubblicità mostrava istruzioni dettagliate su come inserire il dispositivo nell'auto e includeva l'affermazione "in questo modo puoi localizzare il tuo partner".La frase, pronunciata in tono scherzoso, è stata interpretata da molti utenti e gruppi come un incitamento a controllare l'altra persona in una relazione, un aspetto che si ricollega alle dinamiche di controllo che le organizzazioni femministe e dei consumatori denunciano da anni.

FACUA non si è limitata a criticare il tono dell'annuncio. L'associazione ha presentato un reclamo formale alla Direzione generale per la tutela dei consumatori.L'agenzia, che fa capo al Ministero dei Diritti Sociali, degli Affari dei Consumatori e dell'Agenda 2030, ha rilasciato una dichiarazione nel settembre dello stesso anno. Nella sua dichiarazione, l'agenzia avvertiva che il messaggio non solo rafforzava un'idea sessista di controllo sul proprio partner, ma poteva anche rappresentare un rischio reale per la privacy delle persone.

Specifica, FACUA ha sottolineato che incoraggiare il tracciamento di qualcuno senza il suo consenso può configurarsi, o addirittura configurarsi, come un reato contro la privacy.La legge generale sulla pubblicità considera illegale qualsiasi campagna che violi la dignità della persona o infranga diritti fondamentali come l'onore, la privacy personale e familiare o la propria immagine, principi che, secondo l'organizzazione, sono stati chiaramente lesi da questo messaggio.

Il caso ha avuto un impatto particolare in Spagna, dove Temu si è rapidamente integrato nelle abitudini di acquisto di migliaia di famiglie.Nelle città grandi e piccole, l'uso quotidiano della piattaforma fa sì che controversie come questa non vengano percepite come qualcosa di lontano, ma come un dibattito che riguarda direttamente coloro che la utilizzano quotidianamente per acquistare ogni genere di prodotto.

#OnlyPans: la campagna sessista di Baker's Bakery

L'altro vincitore del premio, il panificio di Barcellona Baker's, È stata denunciata per una campagna che ha utilizzato l'esplicita sessualizzazione del corpo femminile per vendere pane.Con lo slogan #OnlyPans, un gioco di parole che faceva chiaramente riferimento alla piattaforma di contenuti per adulti OnlyFans, l'azienda ha proiettato un video nei suoi locali.

In quelle immagini, Le donne apparivano con indosso pochissimi abiti, assumendo pose suggestive mentre impastavano il pane.La messa in scena mirava a un impatto immediato sul pubblico, ma ha finito per generare un'ondata di critiche per aver rafforzato l'idea delle donne come mero oggetto di attrazione visiva e per aver completamente scollegato il messaggio pubblicitario dal prodotto che si intendeva vendere.

FACUA ha incluso Baker's tra le quattro campagne nominate dell'edizione, considerando che La pubblicità non solo oggettivava le donne, ma lo faceva in modo chiaramente degradante.Collegare l'attrazione sessuale a un prodotto di uso quotidiano senza altra giustificazione se non la provocazione. Le critiche sono arrivate rapidamente dai social media e dai gruppi femministi, che si sono chiesti perché un panificio dovesse ricorrere a questo tipo di pubblicità.

Lungi dal moderare i toni, Il proprietario del locale ha difeso pubblicamente la politica secondo cui nella sua attività "ognuno può esprimere liberamente i propri sentimenti".suggerendo che la campagna rientrasse in una presunta libertà creativa. Tale argomentazione, tuttavia, non ha impedito al governo catalano di intervenire.

Le autorità catalane hanno imposto al panificio una multa di 30.000 euro per pubblicità sessista e degradante nei confronti delle donneQuesta sanzione si aggiunge al rimprovero simbolico della FACUA, che con il provvedimento ha voluto chiarire che umorismo, provocazione o presunta originalità non possono giustificare la riproduzione di modelli femminili ridotti a meri oggetti decorativi.

Altre campagne candidate: le pubbliche amministrazioni sotto esame

L'edizione di quest'anno non si è limitata alle aziende private. FACUA ha incluso tra i finalisti anche due campagne istituzionali. che, pur avendo in teoria obiettivi preventivi o commemorativi, finirono per generare rifiuto a causa del modo in cui presentavano i loro messaggi.

Uno di loro proveniva dalla Comunità di Madrid. Il loro obiettivo apparente era quello di mettere in guardia i giovani sui rischi della condivisione di immagini intime sui social media.soprattutto attraverso contenuti sessualmente espliciti. Tuttavia, lo slogan scelto si concentrava quasi esclusivamente sulle ragazze, con frasi come: "Ti spoglieresti davanti a loro? Se non lo faresti nella vita reale, non farlo con i tuoi contenuti online esclusivi."

FACUA e altri gruppi hanno criticato che Questo approccio ha scaricato la responsabilità sulle potenziali vittime.Invece di concentrarsi su coloro che distribuiscono tale materiale senza autorizzazione, la campagna ha suggerito che la soluzione risiedesse nell'autocensura delle donne, piuttosto che sottolineare la necessità che gli uomini non condividano o diffondano contenuti privati ​​senza consenso.

L'altra candidatura istituzionale è stata quella del Consiglio comunale di Cascante, in Navarra, che Voleva "innovare" nella realizzazione dei manifesti per annunciare le attività della Giornata della Donna durante le festività della sua santa patrona.Il risultato fu un poster che mostrava solo le gambe di una donna in pantaloncini, senza volto né contesto, riducendo ancora una volta la figura femminile a un frammento di corpo.

FACUA ha espresso il suo rammarico Un altro esempio di oggettivazione del corpo femminile in campagne che, paradossalmente, si presentano come omaggi alle donne.Secondo l'organizzazione, questo tipo di immagini perpetua l'idea che l'avvenenza fisica sia il valore principale che ci si aspetta da loro, anche in date commemorative in cui l'obiettivo dovrebbe essere esattamente l'opposto.

Da oltre un decennio denunciamo la pubblicità sessista in Spagna.

I premi FACUA per la "Peggior (e più sessista) pubblicità" si sono affermati nel corso degli anni come barometro delle pratiche pubblicitarie più controverse in SpagnaDal 2010, l'organizzazione raccoglie esempi di campagne che, a suo avviso, superano i limiti invalicabili in materia di uguaglianza, dignità e rispetto dei diritti delle donne.

Negli ultimi anni, Sia aziende private che enti pubblici hanno partecipato a questa particolare vetrina.Nel 2024, l'Associazione Famiglie Numerose di Madrid ha vinto il "premio" per una pubblicità che affermava che chi non aveva figli "si stava perdendo un'occasione", una frase che molti hanno interpretato come un tentativo di incolpare le donne per non essere diventate madri.

Nel 2023, il premio è andato a una discoteca, che offriva "bottiglia gratis" a gruppi di cinque ragazzeCiò rafforza lo stereotipo delle donne come esca per attirare clienti maschi. Anni fa, il governo regionale galiziano (Xunta de Galicia) fu criticato per una campagna che includeva il messaggio "non dovrebbe succedere, ma succede", interpretato come un tentativo di minimizzare il problema delle aggressioni.

C'è stato spazio anche per annunci da parte di società private in altri settori, come nel caso di Un'azienda produttrice di pannelli solari ha utilizzato lo slogan "posizionateli rivolti a sud" accompagnato dall'immagine di una donna in bikini., o campagne istituzionali come quella del Ministero della Salute e della Famiglia del Governo Regionale Andaluso, che non è sfuggita alle critiche della FACUA per il suo approccio.

Un esempio particolarmente memorabile è quello di una nota catena di grandi magazzini, che nel 2019 ha lanciato una campagna con il messaggio "97% devota, 3% egoista, 0% lamentele: 100% madre"Per le organizzazioni dei consumatori e numerosi altri gruppi, questo tipo di slogan rafforza l'idea che il ruolo della donna implichi una dedizione totale e silenziosa alla famiglia, senza spazio per l'autonomia o la cura di sé.

Con questo curriculum, i premi di FACUA sono diventati una sorta di archivio di pubblicità che funge da specchio dei pregiudizi e degli stereotipi ancora presenti nella pubblicitàLungi dall'essere semplici aneddoti, questi casi delineano un quadro di come il settore del marketing si rapporta alla parità di genere in Spagna.

Temu e Baker's condividono ancora una volta il podio più criticato. Aggiunge un altro capitolo a questa traiettoria e sottolinea come il dibattito sociale sul sessismo nella pubblicità sia ancora molto attuale.Dai dispositivi di geolocalizzazione presentati come strumenti per monitorare il proprio partner ai corpi seminudi usati come attrazione per vendere pane, le campagne premiate dimostrano come la ricerca di un impatto immediato possa entrare in conflitto con i diritti fondamentali.